Radiografia del tubo digerente

Radiografia del tubo digerente ad Agropoli

Presso il nostro Centro Radiologico ad Agropoli, grazie a un macchinario innovativo di ultima generazione, è possibile effettuare la radiografia del tubo digerente (RX tubo digerente) in modo sicuro e accurato. Un esame diagnostico fondamentale per lo studio di esofago, stomaco e duodeno.

L’esame viene eseguito con un radiografo a sistema telecomandato, una tecnologia non disponibile in tutti i centri radiologici del territorio, che il nostro Centro Radiologico Santa Chiara è in grado di offrire ai propri pazienti.

Cos’è la radiografia del tubo digerente?

La radiografia del tubo digerente è un esame diagnostico che consente di visualizzare esofago, stomaco e duodeno attraverso l’utilizzo di raggi X. Grazie a un mezzo di contrasto — il solfato di bario, che il paziente beve prima dell’esame — è possibile individuare alterazioni, anomalie o lesioni lungo il tratto gastrointestinale superiore.

Oggi questo esame viene progressivamente affiancato e sostituito da tecniche più accurate come l’endoscopia e la tomografia computerizzata (TC), ma rimane uno strumento di primo livello in specifici contesti clinici.

A cosa serve e quando è indicata

La radiografia del tubo digerente è prescritta per:

  • Valutare la disfagia (difficoltà a deglutire) o il reflusso gastroesofageo, difficili da diagnosticare con altri esami
  • Monitorare il transito intestinale in pazienti con sospetta alterazione della motilità gastrointestinale
  • Studiare fistole o anomalie congenite del tratto digerente

Come si svolge l’esame

Il paziente viene invitato a bere una soluzione a base di solfato di bario, il mezzo di contrasto che permette di rendere visibili le strutture interne agli organi. 

Durante l’esame il paziente è posto sull’apparecchio radiografico e viene invitato ad assumere diverse posizioni — in piedi, sdraiato, girato su un fianco — per consentire la visualizzazione di tutte le parti del tubo digerente. Nei momenti cruciali viene chiesto di rimanere fermi e in apnea, per ottenere immagini nitide.

Durata stimata: circa 10–20 minuti, variabile in base alle condizioni del paziente e all’esperienza dell’operatore.

Chi non può fare questo esame

La radiografia del tubo digerente è controindicata in alcuni casi specifici:

  • Gravidanza, in particolare nei primi mesi, per evitare l’esposizione del feto alle radiazioni ionizzanti
  • Occlusione o perforazione gastrointestinale: il mezzo di contrasto non può essere somministrato in caso di ostruzione intestinale; in caso di perforazione, potrebbe fuoriuscire dal canale digerente
  • Pazienti che non possono mantenere la posizione eretta o cambiare posizione autonomamente, poiché l’esame richiede la piena collaborazione del paziente

Come prepararsi

Per ottenere immagini accurate, è necessario che il tubo digerente sia completamente libero da cibo e liquidi. Per questo motivo:

  • Non mangiare e limitare l’assunzione di liquidi nelle 8 ore precedenti l’esame
  • Rimuovere indumenti e oggetti metallici prima dell’esame (possono interferire con i raggi X)
  • Informare il medico radiologo di eventuali allergie o terapie farmacologiche in corso

L’esame è doloroso?

No. La radiografia del tubo digerente non è dolorosa e non causa disagio, anche se l’esame può risultare un po’ articolato per via delle diverse posizioni che il paziente è invitato ad assumere.

Comporta rischi?

L’esame non presenta rischi immediati. Essendo basato su raggi X, comporta tuttavia un’esposizione a radiazioni ionizzanti. È quindi importante valutare con il proprio medico curante l’effettiva necessità dell’esame rispetto ad altre metodiche diagnostiche disponibili.

Grazie all’introduzione della fluoroscopia digitale, una tecnica radiologica avanzata, è oggi possibile ridurre significativamente l’esposizione alle radiazioni, rendendo l’esame più sicuro rispetto al passato.

Dopo l’esame: cosa fare

Al termine della radiografia, nella maggior parte dei casi viene richiesto di tornare alcune ore dopo per una radiografia aggiuntiva dell’addome, necessaria a verificare che il mezzo di contrasto abbia raggiunto la parte più distale dell’intestino.

Non è necessaria alcuna precauzione particolare dopo l’esame. Il solfato di bario viene eliminato spontaneamente attraverso le feci nei giorni successivi.

Attenzione: nei 3–4 giorni seguenti l’esame non è possibile eseguire altre radiografie o TC dell’addome, dell’apparato urinario, del rachide lombare e del bacino, a causa della presenza del mezzo di contrasto nell’organismo.

Domande frequenti (FAQ)

Cos’è il solfato di bario? È un mezzo di contrasto radiopaco, insolubile e non assorbito dall’organismo, che viene ingerito prima dell’esame per rendere visibili le strutture interne di esofago, stomaco e duodeno durante la radiografia.

Quante volte si può fare la radiografia del tubo digerente? Non esiste un limite fisso, ma poiché l’esame comporta un’esposizione a radiazioni ionizzanti, la frequenza va valutata caso per caso con il medico curante.

Posso tornare a casa da solo? Sì. Non è necessario farsi accompagnare: l’esame non incide sull’autonomia del paziente né sulla capacità di guidare veicoli.

La radiografia del tubo digerente può individuare un tumore? Può rilevare anomalie strutturali compatibili con lesioni neoplastiche, ma per una diagnosi definitiva sono solitamente necessari esami più accurati come la TC o l’endoscopia con eventuale biopsia.

Quanto tempo devo aspettare per i risultati? I tempi dipendono dalla struttura sanitaria. In genere il referto è disponibile entro pochi giorni dall’esame.

Le informazioni presenti in questa pagina hanno finalità informative e non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.