L’osteoporosi è una malattia silente: si sviluppa lentamente, senza dolore, e spesso ci si accorge di averla solo dopo una frattura. Eppure è una delle patologie più diffuse, soprattutto tra le donne in menopausa e gli anziani di entrambi i sessi. Capire cos’è, chi è a rischio e come si diagnostica può fare una grande differenza.
Cos’è l’osteoporosi
L’osteoporosi è una condizione in cui le ossa perdono densità e diventano più fragili, aumentando il rischio di fratture anche a seguito di traumi lievi (come una caduta dal letto o un colpo banale). Le ossa più a rischio sono il femore, il polso e le vertebre.
Chi è a rischio
I principali fattori di rischio sono: sesso femminile (le donne perdono massa ossea acceleratamente dopo la menopausa), età avanzata, familiarità, basso peso corporeo, scarso apporto di calcio e vitamina D, fumo, eccessivo consumo di alcol, sedentarietà e alcune terapie farmacologiche prolungate (come i cortisonici).
Come si diagnostica: la MOC DEXA
La Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC), eseguita con la tecnica DEXA (Dual Energy X-ray Absorptiometry), è l’esame gold standard per misurare la densità ossea. È un esame veloce (15–20 minuti), indolore e che utilizza una dose di radiazioni bassissima — inferiore a quella di una normale radiografia. L’esame fornisce un valore chiamato T-score: il confronto con il valore di una persona giovane adulta sana.
Il Centro Radiologico del Polidiagnostico Santa Chiara di Agropoli esegue la MOC DEXA anche in età pediatrica. L’esame è prescrivibile dal medico di base e dallo specialista endocrinologo o reumatologo.

