Reumatologia: conoscere le malattie reumatiche e riconoscere i segnali da non sottovalutare
Osteoporosi, artrite, artrosi, fibromialgia e malattie del tessuto connettivo: le patologie reumatologiche sono numerose e possono manifestarsi con sintomi molto diversi tra loro. Riconoscere i segnali da non sottovalutare e sapere quando rivolgersi a uno specialista è importante per arrivare a una corretta diagnosi.
Abbiamo affrontato questi temi con la Dott.ssa Ida Greco, reumatologa di riferimento presso il Polidiagnostico Santa Chiara di Agropoli, che ci ha spiegato quali sono le principali patologie reumatologiche, come riconoscere alcuni sintomi e quanto lo stile di vita possa incidere sulla salute delle articolazioni.
Osteoporosi e artrite sono tra le patologie reumatologiche più conosciute: quali sono invece le altre più diffuse e quali tendiamo a conoscere meno?
Tra le patologie reumatiche più diffuse si annoverano: l’osteoartrosi, che colpisce circa il 20% della popolazione, con prevalenza nel sesso femminile e aumento dell’incidenza del 9,2% dal 1990; la fibromialgia (percentuale non stimata nella giusta misura, per l’assenza di codificazione ministeriale, variabile tra il 20 e il 50% della popolazione); l’osteoporosi, quest’ultima silente (e assolutamente non causa di dolore!) fino alla comparsa della complicanza più temuta: la frattura, più spesso vertebrale e del collo del femore.
Colpisce circa 5 milioni di persone ed è molto spesso sottostimata nel sesso maschile.
Seguono l’artrite reumatoide, con coinvolgimento simmetrico delle piccole e grandi articolazioni; le spondiloartriti, con coinvolgimento assiale; l’artropatia gottosa; la polimialgia reumatica.
Meno conosciute, seppur frequenti, sono le patologie del tessuto connettivo (LES, sindrome di Sjögren, vasculiti).
Quando il dolore articolare deve preoccuparci? Quali sono i sintomi da non sottovalutare e quando è opportuno rivolgersi a un reumatologo?
I dolori articolari vanno sempre valutati in base all’entità del disagio che creano nel paziente, anche se di breve durata, specie se associati a tumefazione, rossore e calore dell’articolazione interessata.
Il tipico dolore infiammatorio si riduce con il movimento articolare e peggiora con il riposo, disturbando il riposo notturno. Il paziente, spesso, riferisce rigidità mattutina.
Si dice spesso che freddo, umidità e cambiamenti del tempo facciano aumentare i dolori articolari: è davvero così o è un falso mito?
La temperatura esterna può influire soprattutto sulla componente muscolare, specie in alcune patologie come la fibromialgia, dove il freddo aumenta la contrattura muscolare e quindi il dolore.
Sembra, ma ciò non è supportato da dati scientifici, che la pressione atmosferica crei una variazione nella sensibilità delle terminazioni nervose e nel liquido sinoviale.
Quanto incidono alimentazione, peso, attività fisica e stile di vita sulla salute delle articolazioni? E c’è qualche consiglio che viene invece sopravvalutato?
Il mantenimento del peso forma è fondamentale per un buon funzionamento delle articolazioni, specie del rachide, delle coxofemorali e delle ginocchia (articolazioni portanti).
L’attività fisica migliora la motilità articolare e il tono muscolare, specie in presenza di malattie reumatiche degenerativo-artrosiche. Non è sempre consigliata, invece, in caso di flogosi, dove, nella fase acuta, è preferibile il riposo articolare.
Ovviamente non esiste una regola generale: va sempre considerato il singolo paziente, le comorbidità presenti, e non la malattia.
L’alimentazione è un argomento molto controverso in un’epoca di eccessi alimentari, con un grosso aumento dei tassi di obesità anche nei bambini, con un progressivo abbandono della dieta mediterranea e un avvicinamento a diete di varia natura (virali sui social media), spesso con drastica riduzione di nutrienti necessari e indispensabili (carboidrati) ed eccesso di altri (proteine).
Sempre più in auge il modello della piramide rovesciata.
Una dieta sana prevede, a mio giudizio, in giusta quantità, l’apporto di tutti i nutrienti, non esistendo cibi in assoluto “proinfiammatori”.
Negli ultimi anni, ad esempio, ha preso piede la moda della dieta aglutinata, destinata ai celiaci veri, ma utilizzata da molti nella convinzione di perdere peso.
Alimenti semplici, non processati, riduzione dei grassi animali e apporto quotidiano di frutta e verdura, con giusto apporto di carboidrati… la nostra cara vecchia dieta mediterranea.
Le patologie reumatiche sono ereditarie?
Non esiste ereditarietà nelle malattie reumatiche, ma piuttosto predisposizione genetica (sistema HLA) e familiarità, ovvero una maggiore frequenza di patologia all’interno di una stessa famiglia.
Ciò avviene sia per predisposizione genetica (“sistema HLA”, appunto), che per condivisione di fattori ambientali nello stesso nucleo familiare.
Tipizzare il sistema HLA per valutare la predisposizione alla malattia prima di avere segni e sintomi di patologia non ha alcun senso, non esistendo alcuna cura preventiva prima della diagnosi di malattia reumatica, per la quale sono necessari criteri clinici, laboratoristici e anamnestici ben precisi.
Reumatologia al Polidiagnostico Santa Chiara di Agropoli
La reumatologia si occupa della diagnosi e della gestione delle patologie che interessano articolazioni, ossa, muscoli e tessuti connettivi.
In presenza di dolori articolari, rigidità mattutina, tumefazione, rossore o altri sintomi persistenti, una valutazione specialistica può essere importante per comprendere l’origine del disturbo.
Presso il Polidiagnostico Santa Chiara di Agropoli, la Dott.ssa Ida Greco è la reumatologa di riferimento per la valutazione delle patologie reumatologiche.
Le informazioni riportate nell’articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono la valutazione del medico.
